Last Man Standing (L’ultimo uomo in piedi)
Da un paio di settimane mi sono aggregato al gruppetto calcistico del buon Emanuele aka Mostro (Mostro perchè è dio, non per l’aspetto :D) per fare una partitella settimanale in compagnia.
Il gruppo è formato (escluso Emanuele ed un’altro paio di elementi) da gente – me compreso – non proprio in formissima, anzi, tutt’altro.
La prima sera che giocammo tutto andò relativamente bene, polmoni in debito di ossigeno ed infarti apparte.
Ma Giovedì sera è stata una serata di fuoco, sembrava di stare al reparto di ortopedia del Gemelli.
Faccio un breve riassunto di come è andata la serata.
Entriamo in campo freschi e riposati, tutti sono sicuri di loro stessi ed infatti il portiere della squadra avversaria decide di fare un’annuncio azzardato: “Raga, sono in formissima stasera!!” – non sapeva quello che sarebbe accaduto più tardi -.
Inizia il riscaldamento, alcuni si mettono unicamente a correre senza nemmeno fare un pò di stretching: errore che pagheranno caro.
Si parte, tutti scattano e corrono sprecando tutte le energie immediatamente e, dopo neanche 2 minuti, perdiamo un giocatore per una contrattura all’inguine. Cinque minuti di pausa e siamo pronti a ripartire, 5vs4 ora. Passano 6 minuti e ad una delle giocatrici della squadra avversaria (sì, c’erano due ragazze) si contrae un muscolo della coscia. 4vs4.
La cosa inizia a diventare un pò ridicola, aiuta il fatto che un gruppo di ragazzini dai 5 agli 8 anni (probabilmente fuggiti dal riformatorio) corrono in mezzo al campo rendendo vani diversi scatti (di quelli che ti spompano totalmente).
Passano altri 7 minuti e, dopo l’ennesimo scatto a vuoto (maledetto Emanuele), mi si contrae totalmente la coscia (probabilmente avevamo una stregona voodoo con relativa bambolina e spilloni).
Ma non posso smettere, non posso!. Faccio un minuto di stretching e stringo i denti, si riparte!
Scorrono altri 10 minuti, ma per noi che giochiamo sembrano 2 ore, il portiere che era in formissima inizia a zoppicare; eh sì, proprio in forma!
Ormai sembra di stare in infermeria, tra chi non cammina e chi (come il sottoscritto) sta per avere un’infarto.
Incredibilmente, dopo un ora e passa di agonia, riusciamo a finire la partita, anche se ormai nessuno tornava in difesa e tutti stavamo in pratica fermi (Eemanuele & cugino apparte).
L’euforia alle stelle era probabilmente dovuta al fatto che eravamo senza ossigeno, difatti ormai io stavo con il sorriso stampato, manco avessi avuto una paresi facciale. La botta finale arrivare all’ennesimo scatto di Emanuele che, con quello scatto, ha dato la triplice scorra finaleche ci ha veramente steso tutti (per le risate eh, che avete capito!).
Giovedì si replica, non prima però di aver rimediato una benedizione e qualche barella!
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